Roseto degli Abruzzi: a proposito della manifestazione No Triv dell’11 agosto 2015

F.S.41 bis

Dopo gli oceanici cortei No Triv di Pescara e Lanciano, si è ripetuta a Roseto la grande partecipazione degli abruzzesi, che non vogliono vivere in un ambiente inquinato dal petrolio, a rischio sismico e subsidenza, e privato delle principali risorse: turismo, pesca e agricoltura d.o.c.

E’ stata scelta la nostra città in quanto, dopo i sondaggi abusivi fotografati nel 2005, deve fare i conti, ancora oggi, con due istanze di ricerche petrolifere, denominate Villa Mazzarosa e Corropoli. Che coprono tutta la fascia costiera, dalla battigia alla collina e dal Tordino al Vomano.

Inoltre, le istanze di ricerche in mare occupano l’intero spazio antistante la nostra costa.

Ma tanti rosetani non si sono arresi, e si sono ritrovati uniti nelle diverse occasioni in cui hanno dovuto difendere, democraticamente, la qualità dell’Ambiente e il futuro delle nuove generazioni.

Insieme ai Comitati e alle Associazioni, hanno combattuto e vinto la battaglia contro il passaggio dei Tir sulla S.S. 16, responsabile dell’aria superinquinata che finiva nei nostri polmoni.

Insieme alla maggioranza degli abruzzesi, hanno combattuto e vinto la battaglia contro il 3° traforo del Gran Sasso, che avrebbe inferto un colpo mortale alle residue sorgenti.

Insieme alla maggioranza degli italiani, hanno combattuto e vinto la battaglia contro l’installazione delle centrali nucleari, alle quali la Regione Abruzzo del presidente Chiodi aveva dato il nulla osta.

Adesso, insieme alle Regioni del centrosud, abbiamo tutti il dovere di continuare a combattere, democraticamente, la battaglia contro la petrolizzazione del nostro mare e del nostro territorio.

Purtroppo, tra i difensori dell’Ambiente, c’erano sul palco i sindaci Pavone e Mastromauro, che assieme ai consiglieri regionali (Chiodi, Venturoni, Rabbuffo, Ruffini, ecc…), anziché adempiere le loro funzioni “con  disciplina ed onore”, hanno sempre favorito la Consorteria degli Affari.

E hanno approvato la scellerata riperimetrazione, ed estinzione, della Riserva naturale Borsacchio.

Che poteva diventare, legalmente, l’ultimo baluardo inaccessibile alle trivelle.

La manifestazione No Triv è stata una chiara risposta anche ai dispensatori di “senso civico”, che a fronte dell’inarrestabile degrado ambientale, di cui sono responsabili i politici e gli amministratori, hanno accusato gli ambientalisti e le loro Associazioni.

In totale dissonanza con l’Enciclica Laudato Si’, indirizzata all’intera umanità dal Papa Francesco, che si è così espresso: “E’ ammirevole la creatività e la generosità di persone e gruppi che sono capaci di ribaltare i limiti dell’ambiente. Insieme al patrimonio naturale, vi è un patrimonio storico e culturale, ugualmente minacciato. Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?”.

Sullo stesso tema, lo scrittore Elèmire Zolla, nel libro “Lo stupore infantile”, riporta l’immenso fascino del mare libero da qualsiasi condizionamento, e “il suo eterno fluire, lo sconfinato orizzonte, la musicalità del frusciare o l’impeto violento degli schianti delle onde”.

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