Potature a chiamata a Roseto degli Abruzzi

01-WEBDopo la mutilazione dei tigli situati in via Mezzopreti  a Roseto,  resa ancor più evidente dalla crescita di un apparato fogliare scomposto e disarmonico, adesso è il turno  dei lecci di via Emilia. Alberi solidi in piena fase vegetativa ed in perfetta salute.

L’esecuzione di una potatura così drastica ed ingiustificata in questo periodo dell’anno , rischia di provocare   la perdita del naturale portamento tipico della specie e la rottura dell’equilibrio chioma-apparato radicale con inizio di processi di decadimento.

Gli interventi di potatura dovrebbero riguardare il solo alleggerimento e sfoltimento della chioma con la contemporanea riduzione della sua altezza e del suo volume, cercando di conferire il più possibile una sagoma prossima  all’ habitus naturale della chioma del leccio (forma ovale espansa)

Tale Intervento di manutenzione, si sarebbe potuto effettuare a fine estate, come fortemente consigliato per questo  tipo di albero, considerando anche la probabile presenza di nidi di deposizione dell’avifauna.

http://dendrocultura.it/arboricoltura/9-quando-potare

 

Il danno arrecato alle alberature da un’errata potatura, rischia di essere  ben più grave di quello eventualmente provocato dalla presenza di  chiome  folte ed ingombranti.

Restano oscure le cause di tanta urgenza ,considerando che sono stati impiegati uomini e mezzi per diversi giorni, sottraendoli ad altre attività probabilmente  prioritarie.

Rappresentavano  tutti un pericolo?

Via Emilia è particolarmente interessata dal transito autoveicolare.  E’ ivi presente un sottopasso ferroviario che collega la Strada Statale 16 al lungomare Trento. La presenza di alberi che fungono da barriera  contro il particolato inquinante e le polveri sottili  è  fondamentale per la qualità dell’aria e per la salute dei cittadini  oltre a d impedire il surriscaldamento dell’aria e le “isole di calore”.

Si auspica una sospensione degli interventi di potatura,  considerando il periodo stagionale  e  la mancanza di motivazioni  dettate da una reale ed impellente necessità.

Resta sempre più pressante ed improrogabile l’adozione di un Piano regolatore del verde, strumento già adottato da diversi Comuni della costa adriatica, che consentirebbe di operare attraverso una programmazione ed armonizzazione degli interventi , rispondendo alle esigenze di un territorio a vocazione turistica.

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