Lettera aperta al Sindaco di Roseto degli Abruzzi

Preg.mo Sindaco, dopo aver letto la seguente dichiarazione “Il commissariamento della Riserva naturale Borsacchio è un atto politico”, ritengo doveroso precisare che i veri promotori del commissariamento sono stati l’Eremita e il Genius Loci.

Infatti, quando il 20 ottobre 2015 trovai, davanti alla capanna dell’Eremita, una tabella con la scritta “Ri Borsacchio inizio di Riserva regionale – Bene comune universale”, non persi tempo e il giorno dopo inviai agli amici, agli Organi d’informazione e all’Ufficio regionale per la tutela e valorizzazione delle aree protette, un articolo intitolato “Roseto degli Abruzzi: il ritorno dell’Eremita, il Genius Loci e la Riserva naturale Borsacchio”.

E come avrà modo di constatare, tutte le motivazioni elencate nel provvedimento della Giunta regionale, sono proprio quelle enumerate nel mio articolo, che riporto qui di seguito:

014010

E’ tornato l’Eremita nella nostra Riserva, scelleratamente riperimetrata e poi cancellata dall’attuale Amministrazione comunale, autonominatasi Organo di Gestione dell’area protetta.

E all’ingresso della capanna vista mare, una tabella invita i visitatori con la seguente scritta a caratteri cubitali: “RI BORSACCHIO INIZIO DI RISERVA REGIONALE – BENE COMUNE UNIVERSALE”.

A suggerire all’Eremita una frase così breve e compendiosa, è stato sicuramente il Genius Loci (divinità del luogo), al quale i nostri antenati offrivano vino, focacce e gigli di mare.

E una domanda si impone: se la “Riserva naturale regionale guidata Borsacchio” è veramente un bene comune universale, e quindi indivisibile, i cosiddetti Gestori dell’area protetta a quale titolo hanno regalato la fascia litoranea più pregiata alla Consorteria degli Affari?

Inoltre, il Comune di Roseto non può continuare a gestire la Riserva per favorire gli amici degli amici, e oltre a non aver ottemperato ai suoi doveri di imparzialità, non ha realizzato le varie attività enumerate nell’Art. 1 della L.R. n.29/2012, che riporta gli stessi commi della L.R. n. 6/2005:

– non ha elaborato, entro 90 giorni dall’approvazione della Legge, un progetto pilota di gestione finalizzato all’occupazione di disoccupati ed inoccupati (per cui sono andati perduti i finanziamenti regionali  e i contributi europei, pari ad oltre un milione di euro);

– non ha provveduto, entro 90 giorni, all’installazione dei cartelli perimetrali, e in questi casi è prevista la gestione provvisoria della Riserva da parte della Giunta regionale, attraverso l’Ufficio tutela e valorizzazione delle aree protette ( e i malcapitati turisti, in mancanza di cartelli segnaletici e in presenza di tanti rifiuti, dalla foce del Borsacchio a Cologna,, si sono sfogati inviando tante lettere di protesta al Sindaco e agli Organi d’Informazione);

–  non ha elaborato e adottato il Piano di Assetto Naturalistico, entro un anno dall’affidamento dell’incarico, e siccome l’incarico al professionista è stato conferito con la Determinazione n. 18 del 28 giugno 2013, sono già trascorsi inutilmente 2 anni e 4 mesi (a tal proposito, e sempre sullo stesso tema, occorre precisare che, con Delibera n.1153 del 27 novembre 2008, la Giunta Regionale affidò la gestione della Riserva naturale Borsacchio alla Provincia di Teramo, imputando al Comune di Roseto di non aver adottato il P.A.N. nei tempi previsti dalla L.R. n. 6/2005).

Naturalmente, i misfatti perpetrati nell’area protetta sono stati sempre denunciati dalle Associazioni ambientaliste, che nel 2012 inviarono al Governo nazionale una documentata richiesta di impugnazione della L.R. n. 29/2012, per evidenti motivi di illegittimità.

E il 10 agosto dello stesso anno il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, deliberò di non impugnare la Legge davanti alla Corte Costituzionale.

Successivamente, lo stesso Ministro, intervenuto applauditissimo al Meeting di Rimini, si vantò di essere “un fanatico di San Francesco”, ma due anni dopo, Corrado Clini, ex Ministro, venne arrestato dalla Guardia di Finanza per peculato, derubricato poi in corruzione.

E nemmeno il Genius Loci ha dimenticato l’affronto subito, e oltre a Clini, tanti politicanti, che hanno approvato la famigerata riperimetrazione, sono stati indagati e condannati, o sono tuttora sottoprocesso.

Purtroppo, una volta queste storie documentate le raccontavano i giornalisti con la schiena dritta, che adesso sono quasi tutti spariti perché anche loro hanno tante bocche da sfamare.

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