Il discorso di Oliver Cromwell e l’inarrestabile corruzione di tanti politicanti ed amministratori italiani

A distanza di 362 anni (1653 – 2015), e in presenza dell’inarrestabile corruzione di tanti politicanti ed amministratori italiani, a livello nazionale e locale, ritengo doveroso, e sicuramente istruttivo, riportare il discorso di Oliver Cromwell; che il 20 aprile 1653 sciolse la Camera dei Comuni, dopo aver pronunciato la storica frase finale -In the name of God, go!- (In nome di Dio, andatevene!):

“E’ tempo per me di fare qualcosa che avrei dovuto fare molto tempo fa: mettere fine alla vostra permanenza in questo posto, che avete disonorato disprezzandone tutte le virtù e profanato con ogni vizio; siete un gruppo fazioso, nemici del buon governo, banda di miserabili mercenari, scambiereste il vostro Paese con Esaù per un piatto di lenticchie; come Giuda, tradireste il vostro Dio per pochi spiccioli.

Avete conservato almeno una virtù?

C’è almeno un vizio che non avete preso?

Il mio cavallo crede più di voi, l’oro è il vostro Dio; chi fra voi non baratterebbe la propria coscienza in cambio di soldi?

E’ rimasto qualcuno a cui almeno interessa il bene del Commonwealth?  

Voi, sporche prostitute, non avete forse profanato questo sacro luogo, trasformato il tempio del Signore in una tana di lupi con immorali principi e atti malvagi?

Siete diventati intollerabilmente odiosi per un’intera nazione; il popolo vi aveva scelto per riparare le ingiustizie, siete voi ora l’ingiustizia!

Basta!

Portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave.

In nome di Dio, andatevene!”.

                                                                                      

 

 

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